Gran veglione in maschera, Villa Tina balla a ritmo swing per il Carnevale di Viareggio.

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Il nostro Carnevale di Viareggio 2017 sta per finire… Di conseguenza calerà il sipario anche sulla nostra serie di racconti #CarnevalSeiTu , che speriamo sia stata interessante. Ma non è ancora detta l’ultima parola.
Oggi vi vogliamo raccontare l’atmosfera notturna che si respira nella nostra città nei weekend di carnevale. Per chi vuole divertirsi, e scrollarsi di dosso i problemi della giornata, la scelta è tra le feste rionali (feste in strada organizzate a rotazione dai vari quartieri di Viareggio) oppure scegliere un veglione in maschera (feste in locali o location esclusive).

“Non ti sbagliare
scendi alla stazione
dove c’è scritto
QUI FELICITA’”

Queste sono le parole di una delle canzoni storiche del Carnevale di Viareggio. Un mese di felicità h24 che noi abbiamo sempre preso alla lettera. Di solito, nelle nostre serate libere, abbiamo sempre fatto qualche rione e qualche veglione, ma mai come quest’anno.

Siamo stati ospiti per una sera al Gran Ballo Storico in Maschera 2017 a Villa Tina di Viareggio. Un evento esclusivo, e molto suggestivo, in una delle dimore storiche e particolari della Versilia.

veglione in maschera carnevale di viareggio villa tina

DALLA BELLE ÉPOQUE…A OGGI

Ma facciamo un bel passo indietro. Quando e come nasce la tradizione del veglione in maschera a Viareggio?

I balli notturni di carnevale sono nati molti anni prima della sfilata delle carrozze infiorate in Via Regia del 1873 (che vi abbiamo raccontato QUI).

Viareggio agli inizi del ‘900 conobbe un boom economico enorme, divenne la capitale della “Bella Vita”, del “Beau Monde” d’Italia e perfino d’Europa. Inoltre con la nascita dei grandi hotels, degli stabilimenti balneari all’avanguardia, per lusso e qualità dei servizi, dei “Café Chantans”, Viareggio era meta prediletta da letterati, musicisti e attori celebri. Qui venivano a soddisfare la loro “smania della villeggiatura” (C. Goldoni), lo stesso Goldoni, Mussolini, lo sceicco del Qatar e principi del Belgio e di Russia, Pablo Neruda,  Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello e molti altri illustri. (Scopri dove soggiornavano).

UNA VITA DI LUSTRINI

Nei locali pubblici e prestigiosi , ma anche nelle abitazioni, erano di gran moda i lussuosi ricevimenti a tema. Cenone a mezzanotte con champagne e turbinio di coriandoli, cotillon per le signore e quadriglia finale all’alba, concorsi a premio delle maschere.

Il Margherita, ovvero il “Cafè chantant”, il Principe di Piemonte, i grandi alberghi viareggini Kursaal, Royal, Regina, Imperiale, Esplanade, Astor e Plaza divennero il simbolo di un’epoca.

Nel 1925 uno status symbol era il veglione in maschera di colore: alle donne era tassativamente richiesto un abito dalle tinte indicate, per gli uomini di rigore lo smoking. Addobbi, coriandoli, stelle filanti, tutti del colore scelto. Ogni hotel o locale poi scelse un colore rappresentativo dei suoi veglioni, che ogni anno si ripetevano. Verde-giada al Kursaal, ciclamino al Teatro Politeama, rosso-rosolaccio al Royal, e ancora blu-amaranto, giallo-tiglio, lilla al Margherita.

Negli anni ’30 divennero famosi anche i veglioni in costume. Li lanciò il Margherita con il “Ballo incipriato del Settecento”, poi quello dell’Ottocento e del Novecento.

Non mancavano veglioni a tema, a volte particolari, come quello “delle bocche ardenti”, “della spensieratezza”, “della felicità” e “del cinema” con Sofia Loren e Gina Lollobrigida.

IL DECLINO DI UN’EPOCA

In seguito con la guerra tutto si fermò. I veglioni ripresero e continuarono negli anni ’50, ’60 e ’70 nei molti locali e club nati, ma la bella vita viareggina ormai non era più quella dell’alta società di inizi ‘900. La Versilia, e in particolare Viareggio, la Perla del Tirreno, diventò meta turistica privilegiata delle famiglie italiane del boom economico.

Nel periodo di carnevale nacquero, nei vari quartieri della città, i rioni. Fino dalla prima festa rionale in Darsena fu avvertito l’inizio di una crisi nella programmazione dei veglioni. Mano mano che aumentarono le serate in strada, diminuirono i veglioni. Negli anni ’80, ’90 e 2000 la tradizione dei veglioni è andata a perdersi con l’organizzazione di sporadici veglioni a volte nei locali fuori Viareggio, nelle discoteche della Versilia.

Oggi, nel 2017, ma già da tre anni, grazie all’intuizione e alla vocazione dell’Associazione Ville Borbone e Dimore Storiche della Versilia la tradizione del veglione in maschera, o ballo storico che dir si voglia, sta tornando di gran moda, riscuotendo molto successo.

IL GRAN VEGLIONE IN MASCHERA 2017…A RITMO SWING

Lasciando da parte gli antichi (non poi così tanto antichi) fasti di una ruggente epoca che fu, torniamo al nostro veglione in maschera e divertiamoci.
Il ballo storico di giovedì grasso, 23 febbraio, è stato davvero un momento particolare, unico nel suo genere.

Varcata la soglia del lussuoso, decorato e originale ingresso di Villa Tina, è stato come entrare in una macchina del tempo. Il mondo fuori fermo e noi dentro immersi nella “Bella Vita”. Un salto indietro fino negli anni ’20 – ’30, quando la vita della villa era realmente e normalmente scandita dai salotti, dagli intrighi e dai gran balli.

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UNA VILLA NATA DAL BOROTALCO

Fortemente voluta nel 1928, dal Cavalier Lorenzo Manetti, proprietario di un’industria cosmetica che aveva fatto fortuna nel primo dopoguerra (la Manetti & Roberts del borotalco), la villa venne progettata e costruita dall’architetto Mario Padovani, come “residenza al mare”. Il risultato fu un’opera splendida, ed unica nel suo genere, oggi rimasta pressoché identica a come Manetti la pensò.
Una villa, rimasta incontaminata, specchio del gusto più amato dalla ricca borghesia del tempo, il cosi detto “Revival eclettico”, che su una struttura architettonica di impronta classica, inserisce motivi decorativi ispirati al nuovo stile diffusosi in tutta Europa, il Liberty, che proprio a Viareggio tocca uno dei massimi apici.

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Camminare, cenare e ballare oggi nelle sue sale originali, fa uno strano effetto. La società è cambiata moltissimo rispetto a quei tempi, ma rivivere quell’atmosfera ed immaginarsi per una sera ospiti del signor Manetti è stata un’esperienza particolare.

Che poi, il Cavalier Manetti, non se la godette molto questa villa. La residenza al mare ha una storia particolare e anche un po’ travagliata. Perché si chiama Villa Tina? Come mai oggi è un hotel? Qual è la sua particolarità?
Questa è un’altra storia…che scopriremo più avanti in un prossimo articolo.

MA TORNIAMO A BALLARE…

Mentre la musica Swing risuona nella sala principale, tra papillon, bretelle, piume e lustrini che hanno animato la serata, la monumentale scalinata, le pregiatissime ed uniche vetrate, gli stucchi, i marmi, gli arredi, vegliano silenziosi, testimoni di un passato irripetibile. E si godono la serata anche loro, memori, e come noi malinconici, delle loro splendenti origini.

Un Gran bel Ballo Storico organizzato dall’Associazione Ville Borbone e dimore Storiche della Versilia, che ha curato la serata nei minimi particolari. Il suo scopo è quello di far scoprire “l’altra Versilia” (un po’ come il nostro blog), una Versilia inconsueta e, a volte, sconosciuta agli stessi cittadini. Un grande impegno che viene ripagato costantemente da un grande successo.

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Dalla collaborazione con le scuole superiori a indirizzo turistico della città (Piaggia e Marconi), che hanno progettato la locandina, accolto gli ospiti, organizzato l’apericena e gestito la sala. Particolare il coinvolgimento di MrPic e l’azienda Agricola Carmazzi di Torre del Lago, che ci hanno permesso di assaggiare i prodotti a base di peperoncino e una selezione di fiori edibili (commestibili). Dopo cena tutti in pista a ballare a suon di swing e Lindy Hop, guidati dalla Scuola di Ballo The Geckos, sulle note del gruppo Federica Olivieri Swing Trio. E ancora momenti culturali con la storia della villa con un’esperta di storia dell’arte, un’esposizione di abiti di scena messi a disposizione dal Festival Pucciniano e una singolare collezione di grammofoni ancora funzionanti di Giovanni Panconi.

Una serata unica ed originale. Un’occasione irripetibile che ci ha permesso di rivivere un pezzo della storia della nostra città.

UN’ATMOSFERA MAGICA RICREATA IN VIDEO

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Due anime sempre in movimento alla continua ricerca di avventura, curiosità e luoghi da scoprire con un solo obiettivo: raccontare le bellezze della nostra terra!

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